Linee guida Regione Lombardia

In data 22 dicembre 2010 la Direzione Regionale Sanità della Regione Lombardia ha approvato – con Decreto n.13541 - le “Linee Guida per la bonifica di manufatti in posa contenenti Fibre Vetrose Artificiali”.

All'interno del documento sono indicate le modalità operative dei lavori di bonifica di manufatti in posa, contenenti FAV, ai fini della tutela della salute dei lavoratori e della popolazione, con riferimento a situazioni di manufatti già in opera alla data di approvazione del documento stesso (sono esclusi i manufatti installati successivamente).

La bonifica dei manufatti contenenti fibre artificiali vetrose può basarsi su due differenti processi decisionali:

  • di tipo analitico, fondato sulla valutazione della composizione delle FAV e del loro diametro medio; tale metodo determina le modalità e le procedure per la bonifica;
  • di tipo non analitico, qualora ci si trovi in presenza di certificazioni del tipo EUCEB o RAL associate al prodotto da smaltire che ne attestino la biosolubilità e la non pericolosità.

La procedura analitica indicata per i prodotti da bonifica per i quali non sono disponibili informazioni di origine, si basa non solo sull’aspetto dimensionale delle fibre (diametro medio ponderato), ma anche sulla composizione (contenuto in ossidi alcalini/alcalino – terrosi).

Se le fibre oggetto di bonifica presentano una percentuale in ossidi alcalini/alcalino-terrosi > 18% e un diametro geometrico medio ponderato rispetto alla lunghezza, meno due errori standard, inferiori a 6 μm (caso 3, all’interno del quale ricade la lana di roccia ROCKWOOL), si è in presenza di FAV che non sono da considerarsi cancerogene. Per esse, vengono proposte le misure operative da adottare durante le operazioni di bonifica. Il rifiuto prodotto dalle tali attività di bonifica avrà codice: 17 06 04.

Inoltre, nel caso si disponga della documentazione attestante la biosolubilità o la non pericolosità delle fibre contenute nel manufatto in posa ed oggetto di bonifica, sulla base di certificazioni di prodotto rilasciate da enti di certificazione, quali ad esempio EUCEB e RAL (a cui ROCKWOOL ha aderito), che prevedono un controllo costante della produzione, non sarà necessario avviare le procedure analitiche previste.