Protezione dagli incendi
L’incendio del tetto è un argomento di cui le cronache si occupano spesso: nella sola provincia di Torino, a titolo di esempio, i Vigili del Fuoco hanno effettuato, nel 2008, ben 386 interventi di spegnimento di questo tipo.
La provincia di Brescia, nel 2007, è stata interessata da 308 interventi per incendio tetto, di cui il locale Comando dei Vigili del Fuoco ha provveduto a ricercare le cause, raggruppandole in percentuali. Da questo lavoro emerge come la percentuale più significativa (circa il 53%) degli incendi del tetto sia imputabile ad una realizzazione non a regola d’arte del camino. Altre cause, nell’ordine del 20% circa ciascuna, sono da ricercare nella cattiva manutenzione del camino o nell’esecuzione di lavori edili con impiego di fiamme libere.
Se, nel caso di presenza di camini in mattoni o pietra, l’incendio è tipicamente riconducibile ad accumulo di fuliggine, il discorso è radicalmente diverso per i camini moderni in acciaio ed è principalmente legato ad errori commessi durante l’installazione.
Di seguito i principali difetti esecutivi riscontrabili(1):
- camino con classe di temperatura inferiore alla temperatura effettiva dei fumi;
- camino con presenza di materiali combustibili a distanza inferiore a quella indicata sul codice del camino;
- camino non testato per incendio fuliggine ed invece utilizzato per combustibile solido;
- camino non montato correttamente, quindi con possibili punti caldi (temperatura superficiale esterna superiore rispetto a quella determinata nelle prove);
- impianto termico e camino dimensionati in modo errato.

In caso di incendio, l’utilizzo di materiali edili combustibili, in particolare nei tetti ventilati, può facilitare la propagazione del fuoco che, sviluppandosi con estrema facilità e rapidità, può addirittura evolvere in incendio generalizzato del tetto. Questo fenomeno è estremamente difficile e oneroso da estinguere per le squadre di soccorso e potenzialmente causa di totale distruzione della copertura e conseguente inagibilità del fabbricato.
Da queste analisi emerge come la corretta manutenzione, la posa in opera a regola d’arte della canna fumaria, l’utilizzo di materiali non combustibili (certificati in classe A1 di reazione al fuoco come la lana di roccia), o la realizzazione di elementi di compartimentazione delle falde possano sensibilmente diminuire il rischio di incorrere in un incendio del tetto. Nel caso dei materiali incombustibili è comunque possibile limitare in modo consistente la propagazione del fuoco e, di conseguenza, i danni alla struttura. La drastica riduzione della presenza di fuoco e fumo consente inoltre alle squadre di soccorso di operare in condizioni di maggiore sicurezza e visibilità.
(1) Tratto da “Incendi di tetto ed errori di realizzazione dei camini” - Dott. Ing. S. Buffo, Dott. Ing. P. Dadone
